
“La memoria parla”: gli studenti del Convitto in visita alla mostra sui giovani migranti
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- Data13 Febbraio 2026
Le classi terze della scuola secondaria di primo grado e la classe quinta primaria incontrano volti, voci e memoria di chi ha attraversato deserti, mari, attese infinite, tra storie di migrazione, dignità e speranza
Sguardi che attraversano confini, storie che parlano attraverso la luce e l’obiettivo di chi accoglie, immagini che raccontano più delle parole.Nei giorni divenerdì 6 febbraio,sabato 7 febbraioelunedì 10 febbraio, le classi terze della Secondaria di primo grado del nostro Convitto Leopardi e la classe quinta primaria dello stesso istituto, hanno avuto la straordinaria occasione di partecipare alla visita guidata della mostra fotografica“La memoria parla. Foto e racconti di minori stranieri”, ospitata presso la Galleria Antichi Forni di Macerata. Ad accoglierli, tra gli altri,Andrea Braconi, tutor dell’inclusione sociale e comunicatore del progetto, che è stato preso a riferimento dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali ETS, e diventerà un modello nazionale.
Non solo storie di migrazione, ma una grande lezione di umanità:un’esperienza concreta di scoperta e consapevolezza che ha permesso a ragazze e ragazzi di confrontarsi con realtà solo apparentemente lontane, immergendosi nel significato più vero dell’inclusione e dell’ascolto reciproco, valori che da sempre guidano il percorso educativo della nostra scuola. Al cospetto dei protagonisti stessi delle storie, i nostri alunni hanno potuto riflettere con grande delicatezza e rispetto sullaricchezza della diversità e della condivisione, sullapotenza dello scambio tra culture, sulla forza di chi ha saputocustodire libertà e desideri ostinati nonostante ogni tipo di avversità.
Le fotografie esposte non restano in silenzio, attaccate alla parete, ma si animano e diventano veri autoritratti dell’anima:c’è chi ha attraversato confini geografici e interiori per oltre 1500 giorni, chi è arrivato in Italia dopo lunghi mesi di cammino, chi ha conosciuto la violenza e la privazione senza mai rinunciare al suo sogno.
“Mi hanno sbarrato la rotta. Mi hanno costretto a essere schiavo. Ma il sogno, anche se tormentato, mi ha tenuto vivo, libero e resistente a ogni forma di avidità”, raccontaFriday Igoche, dalla Nigeria. Le testimonianze diMustapha DiopeIbrahim Muhamadaprono uno spazio di condivisione profonda: il rispetto del dolore, l’incontro con un’anima capace di accogliere, l’eredità dei valori familiari come bussola per diventare uomini e dare forma alla propria felicità. Storie diverse che, insieme, compongono un unico racconto di dignità, coraggio e umanità.
L’iniziativa, curata dalla fotografaMonia Marchionnie promossa dall’assessorato alle Politiche socialidel Comune di Macerata in collaborazione con associazioni impegnate nel tema dell’accoglienza, ha visto protagonisti25 racconti visivi e poeticidi minori stranieri non accompagnati, realizzati all’interno del progetto“Mai Soli”, coordinato dalla Fondazione nazionale degli assistenti sociali.
Voci che hanno colpito profondamente studenti, docenti ed educatori presenti alla mostra:alunni e alunne hanno seguito con attenzione ogni pannello espositivo, ascoltato le storie dei protagonisti presenti, preso appunti e posto domande intelligenti, dimostrando un approccio maturo e una forte sensibilità verso i temi dell’identità, dell’inclusione e dell’esperienza migratoria.
Come sottolinea il Rettore e Dirigente Scolastico del Convitto Nazionale Leopardi, Alessandra Gattari,“Esperienze come questa rappresentano un tassello fondamentale del percorso educativo della nostra scuola: permettono a ragazze e ragazzi di sviluppare empatia e consapevolezza, stimolando riflessioni importanti sul dialogo interculturale e l’approfondimento di tematiche sociali complesse anche attraverso il linguaggio universale dell’arte e della fotografia”.
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