Per comprendere appieno l’importanza e l’identità del Convitto Nazionale G. Leopardi, è necessario ripercorrere la sua storia. Situato a Macerata, in Piazza Marconi, questo istituto, quasi un monumento storico per la città, ha attraversato secoli di trasformazioni. Le sue origini risalgono al 1447, quando venne eretta una piccola cappella dedicata alla Madonna per scongiurare la peste.
Con il passare del tempo, la cappella si ampliò e divenne una chiesa, che nel 1512 fu adibita a lazzaretto per accogliere i malati e i loro confessori, medici e becchini, vista la sua posizione isolata ma soleggiata.
Nel 1810, con la soppressione napoleonica, la chiesa fu chiusa e usata come magazzino, mentre il convento divenne una caserma. Solo nel 1823 i Padri Domenicani tentarono di restaurare la chiesa e il convento, ma mancarono delle risorse necessarie. Grazie all’impegno del Priore Padre Vaschetti, nel 1856, i restauri furono completati. Tuttavia, con l’annessione delle Marche al Regno d’Italia, tutti i beni ecclesiastici furono confiscati e nel 1861 la chiesa e il convento passarono allo Stato.
Nel Luglio del 1862 la Deputazione provinciale di Macerata programma l’apertura del Convitto Provinciale per il 15 Ottobre dello stesso anno. Il 21 Novembre 1862 il Consiglio Direttivo del Convitto approva il regolamento del Convitto Provinciale di Macerata. Il regolamento avrà l’approvazione della Deputazione Provinciale (4 Dicembre 1862) e del Ministero della Istruzione Pubblica (31 Gennaio 1863). Nel 1875, l’edificio venne ampliato per ospitare le scuole di Macerata e nel 1886, con un Regio Decreto, fu nazionalizzato e trasformato nell’attuale Convitto Nazionale “G. Leopardi”.
Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, il Convitto fu utilizzato come ospedale militare e poi occupato dalle forze tedesche, dagli sfollati e dalle truppe di liberazione. Solo nel 1946, dopo la fine del conflitto, le scuole elementari e medie riaprirono, nonostante i danni causati dai bombardamenti. Un verbale del 1948 attesta la restituzione dell’immobile da parte del comando alleato e la ripresa delle attività scolastiche, confermando la vocazione educativa e formativa del Convitto, riconosciuta anche dal movimento pedagogico delle “Nuove Scuole” all’inizio del XX secolo. Con l’introduzione dei Convitti Nazionali nel 1923, si stabilì una nuova fase nella gestione e nella funzione di queste istituzioni, il cui scopo era curare l’educazione e lo sviluppo intellettuale e fisico dei giovani ospitati. Il Convitto G. Leopardi continuò a svolgere questo ruolo cruciale per generazioni di studenti, e ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la formazione.
Il Convitto oggi
Dopo gli eventi sismici che hanno colpito la regione, il Convitto Nazionale ha dovuto abbandonare la sua sede storica in Piazza Marconi, dichiarata inagibile, trasferendosi temporaneamente in una struttura vicina al tribunale. Gli studenti convittori sono ora ospitati in una sede nel quartiere residenziale di Corneto, ben collegata dai mezzi pubblici e vicina alla stazione ferroviaria. Nonostante queste difficoltà, il Convitto ha mantenuto la gestione interna della mensa, affidandosi a un servizio di catering con proprio personale, e continua a garantire un ambiente educativo di alto livello.
La Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Primo grado statali, interne al Convitto, accolgono studenti sia del centro città che delle zone limitrofe. Grazie alla particolarità dell’istituto, vi sono anche ragazzi provenienti da fuori provincia e da altre regioni.
I motivi per cui le famiglie scelgono il Convitto sono molteplici:
• Un ambiente protetto dalle 8:00 alle 18:00, che integra la dimensione educativo-didattica con quella socio-affettiva, con un’estensione fino alla notte per i convittori, che possono usufruire della mensa e di un’infermeria con personale sanitario.
• La possibilità di essere seguiti dagli educatori nel pomeriggio per lo studio e il tempo libero.
• Un’estensione del tempo scuola che favorisce la crescita individuale, il rispetto dei ritmi di apprendimento e l’inserimento del lavoro scolastico in un contesto di attività educative e ricreative, rafforzando la motivazione e la curiosità degli studenti.
• Un’educazione improntata alla convivenza democratica, al rispetto reciproco e al confronto costruttivo con gli altri.
• L’accesso a borse di studio INPS per i figli dei dipendenti statali, che permettono di usufruire dei servizi del Convitto e del Semiconvitto.
Da settembre 2025 il Convitto ha visto l’annessione dell’Istituto Tecnico Economico “A. Gentili” che vanta una storia risalente al 1864. Inizialmente la scuola aveva trenta alunni; la sua sede era sita nello stabile dell’ex-convento dei frati Bernabiti, l’attuale sede centrale dell’Università degli Studi di Macerata.
Nel 1885 all’Istituto fu dato il nome di “Alberico Gentili”. Nel 1931 per effetto del riordinamento dell’istruzione tecnica operato secondo la legge del 15 giugno 1931 la specializzazione fisico matematica fu separata per costituire l’attuale Liceo Scientifico, l’Istituto diventava il Tecnico commerciale e per Geometri.
La popolazione studentesca era comunque aumentata e fu costruito su progetto dell’architetto Cesare Bazzani, il Palazzo degli Studi per ospitarla. La seconda guerra mondiale non danneggiò il Palazzo degli Studi in cui le lezioni si tennero con regolarità fino al bombardamento dell’aprile del 1944, successivamente la popolazione cominciò a crescere con un ritmo incontenibile fino all’inizio degli anni sessanta, quando subì una leggera flessione a causa del nascere di istituti con altre specializzazioni sul territorio provinciale. Negli anni successivi fu aperta una sede staccata in Tolentino, che diverrà poi autonoma così come l’Istituto per Geometri.
L’affluenza degli studenti è stata, nel complesso, sempre alta, come prova concreta della considerazione della quale la scuola ha sempre goduto in tutto l’ambito provinciale.
Finalmente nel giugno del 1982 l’Istituto viene trasferito nella attuale sede di Via Cioci, adeguata alla sua popolazione. Nell’anno scolastico 1984/85 viene istituito il corso di ragioniere programmatore che vede all’inizio degli anni 90 un grosso boom, per poi assestarsi agli attuali quattro corsi. Nonostante il calo della popolazione studentesca, che sta avendo i suoi effetti anche nelle scuole secondarie, l’Istituto ha un numero considerevole di alunni.
L’offerta formativa oggi ruota attorno all’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing con le sue articolazioni: Amministrazione, Finanza e Marketing, Relazioni Internazionali per il Marketing e Sistemi Informativi Aziendali, a cui si affiancano i percorsi del biennio “Progetto Sport”, “Global Marketing”, “Digital Economy” e il corso serale SIA, pensato per chi vuole rientrare in formazione conciliando studio e lavoro.
È una scuola che unisce economia, lingue straniere, diritto e informatica, rispondendo in modo diretto alle esigenze delle imprese e degli studi professionali del Maceratese.
L’istituto investe molto sull’innovazione didattica e sugli ambienti di apprendimento: ne è esempio la biblioteca scolastica completamente ristrutturata con i fondi PNRR, pensata come spazio aperto, laboratoriale e digitale al servizio di tutta la comunità scolastica.
A questo si affiancano laboratori informatici aggiornati, palestre rinnovate e una fitta rete di collaborazioni con aziende del territorio, presso le quali gli studenti svolgono attività di FSL e visite aziendali, entrando in contatto diretto con processi produttivi reali e tecnologie d’avanguardia.
Un altro elemento distintivo è l’organizzazione del tempo scuola. Dal 2025 l’ITE “A.Gentili” adotta in modo strutturale la cd. settimana corta: lezioni dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.55 alle ore 14.
L’ITE “Alberico Gentili” di Macerata è oggi una scuola economica storica ma proiettata in avanti: radicata nel territorio, collegata all’Europa, attrezzata sul piano digitale, capace di offrire a ragazze e ragazzi – giovani e adulti, grazie al serale – strumenti concreti per diventare cittadini consapevoli e professionisti competenti in un mercato del lavoro che cambia in fretta.
- Amministrazione e commercio (attuale nostra scuola)
- Agrimensure ed Agronomia (istituto tecnico per geometri)
- Fisico Matematico (Liceo Scientifico)
ALBERICO GENTILI
Giurista, nato in San Ginesio provincia di Macerata nel 1552, morto a Londra il 19 Giugno 1608. Si laureò a Perugia in diritto civile; tornò poi a S.Ginesio ove, fra l’altro, compilò gli statuti civici. Quando il padre sospetto di protestantesimo dovette fuggire da San Ginesio e si riparò in Carniola, egli lo seguì. Nell’autunno del 1582 andò ad Oxford dove, con l”appoggio del conte di Leichester, cancelliere dell”Università, ebbe (1587) la cattedra di diritto civile. La sua fama di fondatore del diritto internazionale si deve specie a pubbliche dispute sul diritto di guerra e all”opera De iure belli (ed. a cura di T.E.Holland, Oxford 1887). Un”applicazione delle teorie espresse nel De iure belli è nelle Hispanicae advocationes (Ed. critica, New York 1921): da ricordarsi pure la sua strenua e imparziale difesa degli antichi interpreti italiani nei dialoghi De legum interpretibus. Degli Opera Omnia del Gentili furono pubblicati soltanto due volumi (Napoli 1770).