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Un viaggio tra Africa, sport e inclusione al Convitto Leopardi

Non sempre servono valigie o biglietti aerei per scoprire il mondo.A volte basta ascoltare una storia, incontrare persone speciali e mettersi nei panni degli altri. È ciò che hanno vissuto glialunni della scuola primariadel Convitto Nazionale Leopardi attraverso un percorso educativo dedicato alla solidarietà, all’intercultura e all’inclusione.

Protagonista del primo incontro è stataSuor Cecilia Cardinal,missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice, oggi in Tanzania dopo anni trascorsi in Kenya. Davanti alleclassi terze, quarte e quinte, Suor Cecilia ha raccontato la quotidianità di tanti bambini africani: scuole con pochi materiali, pasti semplici consumati una sola volta al giorno, quaderni e matite condivisi tra compagni.

Accanto alle difficoltà, però, è emersa anche la ricchezza umana di queste realtà: la gioia di stare insieme, la capacità di aiutarsi e il valore delle piccole cose. Gli alunni hanno seguito il racconto con grande attenzione, partecipando con domande e riflessioni sincere.

Particolarmente coinvolgente il “Gioco dei tre Continenti”, attività che ha permesso ai bambini di comprendere in modo concreto le differenze nella distribuzione delle risorse tra America, Europa e Africa, stimolando una riflessione sulle disuguaglianze nel mondo.

L’incontro, promosso dalla maestraBarbara Bacaloniin collaborazione con l’associazioneMgs Sermigo “Don Ennio Borgogna”, si è concluso in un clima di festa con una danza africana sulle note di “Jambo”, imparata insieme a Suor Cecilia.

Il percorso educativo è poi proseguito in palestra con esperienze dedicate allo sport inclusivo. Grazie all’impegno delle maestreBarbara Bacaloni e Silvia Carletti, della professoressa di Scienze MotoriePaola Cascherae al supporto diMaurizio Zamponi, arbitro internazionale di basket in carrozzina, gli studenti hanno incontrato gli atleti dell’ASD Santo Stefanoe dell’ASD I Nuovi Amici Sport.

Coinvolti oltrecentocinquanta alunni della primaria e della secondaria di primo grado, che hanno avuto l’opportunità non solo di osservare, ma anche di sperimentare direttamente il basket in carrozzina e il baskin, disciplina che permette a tutti di partecipare valorizzando le diverse abilità all’interno della squadra.

Attraverso il gioco e le testimonianze degli atleti, bambini e ragazzi hanno compreso quanto determinazione, impegno e collaborazione possano trasformare ogni difficoltà in una possibilità.

“Un percorso che ha unito solidarietà, inclusione e intercultura”, ha commentatoil Rettore e Dirigente Scolastico Alessandra Gattari, ringraziando Suor Cecilia e le associazioni sportive coinvolte.“Esperienze come queste aiutano gli studenti a sviluppare uno sguardo più aperto verso il mondo e verso gli altri”.

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