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A 10 anni dal sisma, la memoria diventa riscatto: il Convitto Leopardi vince il 1° Premio Nazionale di Public History

A dieci anni esatti dal sisma del 2016, la storia e la memoria vincono sul terremoto.La nostra scuola scrive una pagina memorabile di risonanza nazionale: ilConvitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerataha conquistato il1° Premio Assolutonel prestigioso concorso“Fare storia insieme! Attività e progetti delle scuole”, promosso dall’AIPH (Associazione Italiana di Public History), che ha sede a Pisa.

Il progetto“Un Convitto di memorie. Voci e anima del Convitto Nazionale ‘Giacomo Leopardi’ di Macerata raccontate da chi lo ha vissuto”è stato consacrato come lamigliore esperienza di valorizzazione storica d’Italia per l’anno 2026, superando l’agguerrita concorrenza di ben 32 istituti finalisti da tutta la penisola.

I risultati del grande progetto di ricerca storico-digitale inaugurato dal Convitto Leopardi sonoliberamente accessibilia tutti. Puoi navigare tra i documenti storici, le foto d’epoca e i contributi multimediali creati dai nostri alunni, oppure inviare i tuoi ricordi personali per aiutarci a espandere l’archivio.

Che cos'è "Un Convitto di memorie"? I pilastri del progetto

Il percorso, nato sotto la guida dellaprof.ssa Maria Chiara Paparelli(docente di Lettere della nostra Scuola Secondaria di I grado), ha visto protagonisti gli eccezionali studenti dell’attualeclasse 2C. Applicando i principi dellaPublic History(la storia condivisa e restituita alla cittadinanza), ragazzi e ragazze hanno lavorato su una metodologia universitaria unica in Italia:

  • – la sinergia scientifica con Unimc:una stretta collaborazione con ilDipartimento di Scienze della Formazionedell’Università di Macerata.Lavorando al fiancodelle professoresseAnna Ascenzi ed Elisabetta Patrizi, e partecipando agli“Atlanti della Ricerca”coordinati dal prof.Pierluigi Feliciati, i ragazzi hanno operato con il massimo rigore scientifico;
  • – gli studenti-ricercatori:diventati veri ricercatori sul campo, gli alunni hanno intervistato ex convittori, ex istitutori e lo storico personale del Convitto (dai cuochi ai collaboratori scolastici, dai docenti ai segretari), raccogliendo dati mai rilevati prima sugli ultimi 100 anni di storia;
  • – salvataggio e digitalizzazione delle fonti:un’operazione di recupero digitale di pagelle d’epoca, registri, vecchie fotografie e cimeli per sottrarli al logorio del tempo;
  • – un ponte tra le generazioni:il dialogo profondo con i testimoni del passato ha portato alla riscoperta di figure straordinarie, come la novantaseienne signora Maria Vittoria Bonugli Miconi, figlia dello storico Rettore degli anni ’30 Filippo Bonugli;
  • – un’anima digitale in continua crescita:un archivio multimediale vivo, progettato e alimentato direttamente dai ragazzi per impedire che l’identità della scuola si disperda a causa della frammentazione logistica post-sisma.
L'orgoglio del nostro Rettore e Dirigente Scolastico

Ad esprimere la massima soddisfazione per questo storico traguardo nazionale è il Rettore e Dirigente Scolastico del Convitto, la prof.ssaAlessandra Gattari:

«È per me un immenso orgoglio guidare questa realtà scolastica ed educativa, un’istituzione storica che rappresenta un unicum in tutta la regione Marche. Rivolgo le mie più sentite felicitazioni alla docente Paparelli e ai nostri splendidi ragazzi di 2C: hanno saputo trasformare una ferita profonda in un’opportunità di riscatto, dimostrando a livello nazionale che l’anima del Convitto Leopardi è più viva che mai e continua a custodire l’identità civile del nostro territorio».

Il battesimo alla Conferenza di Udine e la prestigiosa giuria

L’ufficializzazione del massimo riconoscimento è arrivata lo scorso9 giugno a Udine, durante l’affollata VIII Conferenza Nazionale dell’AIPH intitolata“Scuotere la Storia”(clicca qui per visionarne il programma). La delegazione della 2C ha presentato il progetto davanti a una platea nazionale e a partner di rilievo comeRai CulturaeIndire, con l’introduzione sul palco della professoressaAnna Casconedella Biblioteca Lasalliana di Roma.

Il valore del primo posto è sigillato dall’altissimo profilo scientifico della giuria internazionale guidata dal prof.Andrea Giardina(Presidente della Giunta Centrale di Studi Storici) e composta da accademici di spicco provenienti dalle Università di Firenze, Pisa, Friburgo (Svizzera), Napoli L’Orientale, e dai referenti scientifici dell’Archivio storico Indire e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, nello specifico:Gianfranco Bandini(Univ. Firenze),Agostino Bistarelli(già Sapienza di Roma e coordinatore della Bibliografia Storica Nazionale),Elisa Brumat(Univ. Friburgo),Anna Cascone(Museo e Biblioteca Lasalliana),Pamela Giorgi(Archivio storico Indire),Igor Pizzirusso(Ist. Ferruccio Parri),Enrica Salvatori(Univ. Pisa) eAurora Savelli(Univ. Napoli L’Orientale).

Le motivazioni ufficiali del Premio

La Commissione giudicatrice ha lodato all’unanimità l’operato del Convitto con la seguente motivazione:

«L’originalità del percorso progettuale che ha trasformato la storia del Convitto in un laboratorio vivo di ricerca, memoria e cittadinanza. Il progetto ha coinvolto studenti, testimoni, scuola, Università e comunità locale, ricomponendo un patrimonio storico-educativo di grande valore. La commissione ha particolarmente apprezzato l’impianto organizzativo concepito in prospettiva pluriennale e con un’ottica fortemente partecipativa che ha effettivamente consentito di coinvolgere la cittadinanza e di avviare una rete di contatti con ex studenti, personale e cittadini legati a vario titolo alla storia del Convitto».

Oltre al grande ritorno d’immagine, il premio dota la scuola di unaborsa di studioe del diritto esclusivo di apporre su tutti i futuri materiali scientifici ilprestigioso bollino ufficiale col logo AIPH.

La sfida continua: ricostruire le pietre della memoria

Nato per fare scudo contro l’oblio e contro lo smarrimento identitario causato dalle sedi provvisorie post-terremoto, “Un Convitto di memorie” non si ferma qui. Le macerie della memoria e del cuore sono state rimosse grazie al lavoro eccezionale della 2C; ora l’intera comunità del Convitto e la città di Macerata attendono con speranza che vengano finalmente ripristinate anche le mura di pietra di Piazza Marconi, per restituire alla scuola la sua gloriosa casa storica, che la custodisce con orgoglio fin dal lontano 1862.

Complimenti vivissimi a tutte le studentesse e gli studenti della 2C per aver portato il Convitto Leopardi sul gradino più alto del podio e… d’Italia!

Rassegna Stampa: